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Il Recioto
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Cercare le vere origini dell’ arte di fare il Recioto di Gambellara è assai complicato, in quanto già sulla stessa derivazione del termine sussistono svariate spiegazioni.
Come di un Passito detto Retico del quale scrissero Virgilio e Plinio il Vecchio, che possiamo, di conseguenza, considerarlo il progenitore del Recioto. Ricercando in un etimo prestigioso, come la leggenda del mitico Reto, ultimo oppositore dei Celti nella Pianura Padana che portò il suo popolo a stabilirsi nell’area prealpina… o meglio prendiamo il verbo dialettale Reciotare, ovvero Spigolare, e quindi il termine contadino Rajoto.
Ma una cosa è giusta dirla: da tempi antichissimi sussiste la consuetudine di vinificare in maniera particolare le migliori uve “garganega” della zona collinare classica, facendole dapprima appassire o appicate alle travi (sui picai) o su graticci posti in arieggiati granai. E’ una tecnica molto antica, un’arte contadina paziente ed un tempo talmente accurata che non solo si sceglievano i grappoli più adatti, ma addirittura la parte migliore di essi: quelle “ali” che nel dialetto veneto sono chiamate “recie” donde il nome di RECIOTO, come lo stesso Sandri, appassionato cultore ottocentesco della vite di Gambellara propone.
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Il Recioto di Gambellara con Decreto Presidenziale del 26/04/1970 può, sottostando ai disposti del disciplinare facente parte del decreto stesso, fregiarsi della prestigiosa “denominazione di origine controllata” che è garanzia per i consumatori, occasione di un maggior guadagno per i produttori ed incentivo di miglioramento continuo della produzione.
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La vinificazione per la produzione del Recioto deve essere effettuata con uve provenienti da una zona ben delimitata facente parte dei Comuni di Gambellara, Montebello Vicentino, Zermeghedo e Montorso Vicentino, previo appassimento naturale. Il Recioto di Gambellara si può trovare nelle diverse tipologie: normale affinato in barrique e frizzante per le quali le modalità di produzione sono simili fino all’imbottigliamento, e nella versione spumante.
La preparazione di un Gambellara Spumante è richiamata dal Conte Giulio da Schio nel suo aureo volume del 1905. Lo stesso autore cita “del Recioto o Vecchiotto di Gambellara si parla diffusamente e si produce ormai da molti decenni”.
Con analoga procedura, ma prolungando l’appassimento fino all’anno nuovo per accentuare la concentrazione degli zuccheri si ottiene il Vin Santo DOC, l’unico del Veneto.
Il Recioto di Gambellara sta ottenendo la DOCG.
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